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Aceto balsamico: storia e curiosità

Mangiare le chips Crik Crok significa anche compiere un autentico viaggio di sapori. Ci sono aromi, spezie o prodotti, che hanno una storia antica e inaspettata. Abbiamo parlato del ketchup, per esempio, le cui radici affondano in Cina, e il pomodoro inizialmente non era un ingrediente della salsa. E che dire della salsa BBQ, che deve il suo nome a un’antica tecnica di cottura usata dai nativi americani? Anche l’ingrediente più comune può avere delle origini che si perdono nella notte dei tempi. È proprio il caso dell’aceto balsamico, di cui vi vogliamo parlare in questo articolo. 

Aceto, una storia antichissima

L’aceto balsamico, come è facilmente comprensibile, è un’evoluzione del classico aceto. Sono stati ritrovati documenti storici che attestano che la produzione di aceto era già una pratica consolidata nel III millennio a.C., tra Egitto, Palestina e Mesopotamia. A quei tempi veniva fatto un triplice uso dell’aceto. Era usato come condimento, certo, ma anche come medicinale e, soprattutto, per conservare i cibi. Probabilmente avrai già intuito chi ha portato l’aceto nella penisola italiana. I Romani, nei loro scambi commerciali con la Magna Grecia, in seguito conquistata, scoprirono l’aceto, e lo importarono in grandissime quantità. 

Come nasce l’Aceto Balsamico

Stabilire un’origine certa per l’aceto balsamico è un’operazione praticamente impossibile. Come per tantissimi altri prodotti, esistono tante ricette, talvolta molto diverse tra loro. Solo in un passato recentissimo è avvenuto un processo di standardizzazione della produzione. Virgilio, nel suo poema Le Georgiche, risalente al I secolo a.C., scrive di una contadina che nell’area Emiliana “cuoce il mosto, il dolce succo, sul fuoco togliendo attentamente con una frasca la schiuma dal liquido ribollente sul paiolo”. In questa descrizione possiamo ritrovare un antenato dell’aceto balsamico, ma certamente il sapore di quel preparato era molto diverso da quello che conosciamo e apprezziamo adesso.

Con un deciso balzo in avanti, un’altra testimonianza dell’esistenza dell’Aceto balsamico in terra Emiliana arriva dall’età Medievale. Ce la dà il monaco Donizone, che racconta di come l’aceto prodotto a Canossa fosse diventato così famoso, che Enrico II, in seguito soprannominato “il Santo”, Re d’Italia e Imperatore del Sacro Romano Impero, mandò un messaggero a recuperare “quell’aceto che gli era stato lodato e che si faceva nella rocca di Canossa”. 

La svolta Rinascimentale

A partire dal Rinascimento, la raffinatezza nell’arte e nell’architettura si rifletté anche nella tavola. La gastronomia diventò anch’essa un elemento fondamentale per l’aristocrazia, che manifestava la propria opulenza anche con la ricercatezza nei banchetti. Si iniziarono a sperimentare accostamenti diversi, sapori inediti, e l’agrodolce entrò in pianta stabile nell’alimentazione. Già all’epoca il Modenese e il Reggiano furono dei punti di riferimento nella produzione dell’aceto, al quale venivano ancora attribuite proprietà medicamentose. È più tardi, nel 1747, che in un registro di una cantina ducale appare finalmente il termine balsamico. Il boom dell’aceto balsamico in tutta Italia avvenne però con l’Unità d’Italia. Fino al 1861, infatti, il balsamico era una prerogativa quasi esclusivamente Emiliana. 

Crik Crok e l’aceto balsamico di Modena

Il 1967 è un anno fondamentale. Nasce la Consorteria dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena, e per la prima volta viene definita ufficialmente una metodologia di produzione. Ci sono una serie di parametri qualitativi che devono essere rispettati, senza però cancellare una delle peculiarità più importanti dell’aceto balsamico: ogni produttore può caratterizzarlo. A fronte di una serie di procedimenti comuni, ogni aceto balsamico ha un proprio tocco, una sfumatura sua, introvabile altrove. 

Noi di Crik Crok abbiamo deciso di arricchire le nostre chips Stile Fatte a Mano con il sapore unico dell’Aceto Balsamico di Modena IGP. Il sapore dell’aceto viene smorzato dalle note dolci tipiche del balsamico di Modena, il tutto arricchito di gusto da queste chips ancora più croccanti e dall’effetto “vetroso”. L’aroma delle chips Stile Fatte a mano è 100% naturale, approvato dal Consorzio di Modena, tanto che sul pack troverai l’indicazione IGP. Le chips Stile fatte a mano, infine, sono gluten free e fonte di iodio, perché la salatura avviene con sale iodato, come consigliato dal Ministero della salute e dall’Istituto Superiore di Sanità. 

Delle chips ancora più croccanti con l’aroma unico dell’aceto balsamico di Modena IGP, non serve aggiungere altro se non un invito: corri ad assaggiarle!

23.06.21