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Storia e mito della paprika

Gustare una chips Crik Crok è molto di più che consumare uno snack: è entrare in un mondo. In due articoli precedenti vi abbiamo parlato dell’inaspettata storia del ketchup e dell’origine secolare dello jalapeño. Oggi vogliamo raccontarvi storia e mito della paprika, un altro caposaldo della linea Plus. La spezia più amata, diffusa in tutto il mondo, ha un’origine che forse non conoscerai. Come si ottiene la paprika? Innanzitutto, la paprika deriva dalle piante Capsicum. Può essere quindi ricavata sia dal peperone che dal peperoncino. Il sapore cambia a seconda del frutto usato e ne esistono infatti tre tipologie: dolce, semidolce e rosa.  Per ottenere la paprika bisogna prima aspettare l’essiccamento del peperone o del peperoncino, e poi tritarlo. Anche questo passaggio non è sempre uguale. Alcune scelte determinano il sapore della spezia.  Nella più comune delle ricette, al momento della macinazione, vengono tolti sia i semi che la membrana bianca, in modo da conferire alla spezia il suo tipico sapore dolce. Se però si vuole ottenere una piccantezza più accentuata, allora anche questi componenti, ricchi di capsaicina (proprio la sostanza che conferisce piccantezza), vengono tritati.  Da dove viene la paprika? Il termine melting pot si usa per un certo tipo di società aperta e ricca di: commistioni, influenze culturali e scambi.  Non sarebbe affatto sbagliato usare questo concetto anche per la paprika, che ha dovuto fare una lunga strada (sia in termini di chilometri percorsi che di anni) per diventare quello che è.  Sì, perché il peperone, come abbiamo visto nell’articolo sullo jalapeño (se non lo avete ancora fatto, vi invitiamo a leggerlo, vi stupirà) viene dal continente americano.  La paprika però non proviene dall’America, ma dall’India. È a Oriente, infatti, che in seguito a diversi esperimenti si è compreso che dal peperone e dal peperoncino poteva essere “estratta” questa preziosa spezia.  ...e in Europa?  La paprika è stata qui introdotta dall’Ungheria, grazie ai fitti scambi commerciali con la Turchia, la “porta d’Oriente”.  La leggenda della paprika Abbiamo parlato non a caso di storia e mito della paprika: come per ogni pietanza storica che si rispetti, anche a questa spezia è infatti abbinata una leggenda.  Si narra che una giovane contadina ungherese che faceva parte dell’harem del pascià turco, fosse riuscita a scappare e rientrare nel suo paese.  Qui, avrebbe rivelato ai suoi concittadini un procedimento visto a corte: quello della macinazione dei peperoni per ottenere la paprika. Non a caso il piatto ungherese per eccellenza, il gulash, è contraddistinto dal sapore inconfondibile proprio della paprika, diventata una sorta di “spezia nazionale”.  La paprika nella nostra linea Plus E se dopo aver scoperto storia e mito della paprika avessi voglia di gustarla? Nessun problema! Per Crik Crok è ormai un must dell’offerta Plus.  Ci piace così tanto che abbiamo sperimentato per trovare delle soluzioni semplicemente perfette, bilanciate e irresistibili. Nelle Plus al gusto jalapeño, per esempio, il piccante viene anticipato e smorzato proprio dalla paprika, in un’unione di sapori dolcemente esplosiva. E che dire delle Plus alla paprika? Con il loro aroma 100% naturale, senza glutine e senza glutammato, solo una cosa non ti piacerà: la fine del barattolo!

01.04.21
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La rivoluzione salutare dell’olio di girasole alto oleico

La nostra ricerca di miglioramento non riguarda solo il gusto.Vogliamo che i prodotti Crik Crok siano sempre più buoni, certo, ma anche più accessibili a tutti (da qui la nostra scelta gluten free) e più leggeri. Per perseguire questa leggerezza ci siamo dati un compito: limitare il più possibile i grassi saturi. Siamo riusciti a farlo grazie a quella che abbiamo definito “la rivoluzione salutare dell’olio di girasole alto oleico”.  Vogliamo spiegarti perché riteniamo questo olio un ingrediente a suo modo rivoluzionario, in grado di mantenere un’altissima qualità delle chips, abbassando notevolmente i grassi saturi.  Forse non lo sapevi, ma l’utilizzo di girasole alto oleico è consigliato anche per alcuni piatti da preparare in cucina. È un bene allora approfondire le sue peculiarità. Cos’è l’olio di girasole alto oleico? Contrariamente a quanto si possa intuire, alcune caratteristiche dell’olio di girasole alto oleico lo rendono più vicino all’olio extravergine d’oliva che non a quello di girasole. Una caratteristica tipica dell’olio extravergine d’oliva, infatti, è l’alto contenuto di acido oleico (acido grasso monoinsaturo).  L’olio di girasole alto oleico possiede un alto contenuto di acido oleico (circa 80%), ed è arricchito di vitamina E, oltre che da antiossidanti naturali. Tra l’altro, l’olio di semi di girasole alto oleico, il cui utilizzo è consigliato anche in ambito domestico, ha una “vita” più lunga dell’olio extravergine d’oliva, che in media scade dopo 18 mesi, contro i 24 dell’olio di girasole alto oleico.  Noi di Crik Crok abbiamo deciso di attuare la rivoluzione salutare dell’olio di girasole alto oleico, perché possiede delle caratteristiche fondamentali per un’azienda che produce su larga scala. Le sue proprietà garantiscono al prodotto una conservazione più duratura della qualità originale, rispetto all’olio extravergine di oliva e di girasole semplice. Inoltre, il nostro olio possiede una maggiore stabilità a temperature alte, il suo “punto di fumo” è decisamente più elevato rispetto agli altri oli usati per la frittura, e supera i 200 gradi. Se hai sempre usato l’olio di girasole classico per friggere (come tutti del resto), dovresti iniziare a considerare l’ipotesi di usare l’olio di girasole alto oleico. Infatti, la già citata maggiore stabilità a temperature elevate, previene la creazione di sostanze cancerogene nel processo di cottura. La scelta finale di Crik Crok! Consapevoli che il reale problema per l’organismo umano sono i grassi saturi, abbiamo effettuato le ricerche di cui ti abbiamo parlato all’inizio, per trovare un ingrediente che rendesse le nostre chips altrettanto buone, ma possibilmente più leggere. Abbiamo individuato questo ingrediente proprio nell’olio di girasole alto oleico. L’utilizzo di questo olio ci ha portato ad abbattere del 78% in maniera significativa i grassi saturi.Questo rappresenta un notevole passo in avanti rispetto ai prodotti che utilizzano l’olio di palma, che presenta una quantità di grassi saturi significativamente maggiore. La qualità della conservazione del prodotto, invece, rimane invariata. E così, insieme alla bontà di sempre dei prodotti Crik Crok, adesso puoi godere anche di una maggiore leggerezza delle chips. Con la rivoluzione salutare dell’olio di girasole alto oleico, separarti dalle chips Crik Crok non è mai stato così difficile!

17.03.21
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L’inaspettata storia del ketchup

Se vi chiedessimo qual è l’origine del ketchup e quale sia il suo ingrediente principale, la risposta sarebbe immediata. Stati Uniti e pomodoro. Con l’inaspettata storia del ketchup scoprirete che anche ciò che riteniamo elementare e scontato può nascondere delle sorprese.  In questo articolo vi sveleremo invece che le origini del ketchup sono da ricercare altrove, e addirittura che il pomodoro non è l’ingrediente, almeno in origine, alla base del ketchup! Le origini orientali del ketchup La salsa ketchup ha una storia antichissima, alcuni studi e ritrovamenti la fanno risalire perfino a 300 anni prima della nascita di Cristo. Ciò che sappiamo con assoluta certezza è che proviene dall’oriente. In particolare tra Cina, Filippine, Indonesia e Vietnam era molto popolare questa salsa a base di pesce fermentato. Avete letto bene, il ke-tsiap, questo il suo nome cinese originale, era una salsa a base di pesce! Ora capirete perché vi abbiamo parlato di inaspettata storia del ketchup: questa salsa ora diffusa in tutto il mondo, è nata con un sapore completamente diverso rispetto a quello che conosciamo. Addirittura il significato etimologico del termine cinese significa “salsa di pesce conservato”. Le acciughe salate e fermentate erano l’ingrediente più comune, ma non l’unico: non esisteva un unico ke-tsiap, ma diverse varianti.  Ma allora il ke-tsiap come è arrivata a diventare il ketchup che oggi conosciamo, perfetto con hamburger e patatine?  Come il ke-tsiap è diventato il ketchup  Come abbiamo già visto nell’articolo dedicato allo Jalapeño, il commercio ha giocato un ruolo fondamentale anche per l’evoluzione del ketchup.  Intorno al ‘700 questa salsa molto salata e saporita, ha colpito i marinai europei, che hanno iniziato a importarla con progressiva frequenza. Il ke-tsiap, grazie all’ingente uso di sale e aceto, aveva tra l’altro delle ottime capacità di conservazione, caratteristica fondamentale per chi doveva affrontare mesi di navigazione. In Europa la salsa fu un successo pressoché immediato, e come spesso accade in cucina, si iniziò a sperimentare e a tentare di creare delle varianti. La prima annotazione di ricetta occidentale del ketchup riportava questi ingredienti: acciughe, scalogno, aceto, vino bianco, pepe, scorza di limone, chiodi di garofano, zenzero e noce moscata. A leggerla così, non sembra proprio la ricetta del ketchup, vero? Successivamente si sperimentarono varianti con le ostriche e persino con le prugne. Fu solo nell’800 che si iniziò a plasmare il gusto della salsa ketchup che oggi tutti conosciamo. Stavolta sì, negli Stati Uniti. Nel 1812, nella città di Philadelphia, James Mease inventò il tomato ketchup, ovvero la salsa di pomodoro. Per arrivare al sapore che oggi tutti noi identifichiamo incontrovertibilmente col ketchup, sarebbero dovuti passare altri cinquantasette anni. Nel 1869, infatti, Henry J. Heinz rivide la ricetta del ketchup, aggiungendo aceto e zucchero e inserendo la cipolla e altre spezie. Fu la svolta definitiva del percorso, il punto in cui quella che abbiamo definito l’inaspettata storia del ketchup giunge a compimento. Da quel momento era nato il ketchup come, negli anni avvenire, tutto il mondo avrebbe imparato a conoscerlo.  Il gusto ketchup nella nostra linea Plus Sarebbe forse esagerato dire che questa storia, partita dall’Indocina nella notte dei tempi e proseguita con le tratte commerciali del Settecento, prosegue con le chips Crik Crok, ma perché non osare? Il ketchup è diventato negli anni la salsa più venduta e amata in tutto il mondo, e noi di Crik Crok che viviamo come una missione quella di accontentare i gusti dei nostri clienti, non potevamo certo far finta di niente. È per questa motivazione che le chips al gusto ketchup si aggiungono alla nostra linea Plus. Il gusto ketchup di Crik Crok ha una aroma equilibrato, dal sapore dolce ed esplosivo, perfetto per essere consumato in ogni momento della giornata. Grazie all’aroma 100% naturale, all’assenza di glutine e glutammato, l’unica cosa che ti fermerà dal mangiare le chips al ketchup linea Plus di Crik Crok sarà la fine del tubo!

02.03.21
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L’importanza del sale iodato nell’alimentazione di tutti i giorni

Sapevi che lo iodio è un elemento così importante per il nostro corpo che abbiamo bisogno di un’assunzione giornaliera? La quantità di iodio giornaliera necessaria per una persona adulta è stimata intorno ai 150 microgrammi. Per le donne incinte sale a circa 250, perché il feto necessita di un apporto di iodio aggiuntivo per garantire un corretto sviluppo.  La soluzione, però, è molto comoda. Non servono particolari integratori, basta usare il sale iodato.  Il sale iodato, “un’invenzione” recente Sull’importanza storica del sale ci sarebbe molto da dire. La principale funzione con cui lo inquadriamo oggi, e cioè la sua capacità di donare un sapore più deciso a qualsiasi pietanza, è in realtà una visione piuttosto “nuova”.  La conservazione “sotto sale” è stata invece la caratteristica che per secoli ha reso il sale un minerale prezioso, una vera e propria merce di scambio di altissimo valore, perché su di esso si basava gran parte del commercio alimentare. Solo in una fase molto successiva, quando per la conservazione del cibo si poteva prescindere dal sale, si è arrivati a comprenderne la potenziale importanza anche in termini di apporto di iodio.  Non tutto il sale da cucina presenta iodio, anzi, di per sé il sale è un minerale composto da sodio e cloro. Questi due elementi sono anch’essi molto importanti per il corretto sviluppo della vita, perché aiutano il cervello e il sistema nervoso nell’invio degli impulsi elettrici  di cui il nostro organismo necessita. Il sale iodato, in sintesi, è un comunissimo sale da cucina a cui sono stati addizionati dei sali iodati. Ha lo stesso sapore e si conserva allo stesso modo, ma ha in più il beneficio di far bene.  Quando parliamo di questi dati ci rifacciamo a comunicazioni ufficiali, diffuse da enti di indubbia credibilità. Sull’importanza dell’utilizzo del sale iodato si sono espressi il Ministero della Salute e l’Istituto Superiore di Sanità.  Come è possibile leggere in questa nota dal titolo eloquente “Poco sale purché iodato”, il consiglio generale è limitare il più possibile l’utilizzo di sale sugli alimenti e, quando necessario, servirsi esclusivamente di quello iodato. Vogliamo citare un breve passaggio del comunicato, perché crediamo possa dare, ancor più, il senso dell’importanza dell’assunzione di sale iodato. “Per il prossimo futuro prevediamo di confrontarci con il settore produttivo e della ristorazione collettiva, affinché il documento oggi firmato sia l’avvio di un percorso condiviso sull’importanza dell’utilizzo per tutti del sale iodato”.  I vantaggi per l’organismo Scopriamo ora l’importanza del sale iodato nell’alimentazione di tutti i giorni. I benefici dell’assunzione di iodio riguardano soprattutto la tiroide. È proprio nella tiroide che si trova la maggior parte dello iodio presente nel nostro corpo, e quindi negli ormoni da essa prodotti. Una corretta assunzione di iodio favorisce la crescita di organi e apparati, stimola il metabolismo basale, e agevola la sedimentazione di calcio nella matrice ossea.  Le chips Crik Crok, fonte di iodio E se assumere il giusto quantitativo di iodio fosse facile come mangiare una patatina? È proprio questo il nostro intento. Usiamo il sale iodato nella produzione della quasi totalità dei prodotti Crik Crok, come puoi leggere nei nuovi pack, le nostre chips sono fonte di iodio. Abbiamo già parlato, e lo faremo ancora, di quanto per noi di Crik Crok sia importante garantire prodotti equilibrati oltre che buoni. Con il 95% della nostra produzione che è già senza glutine (ed entro il primo trimestre del 2021 la percentuale arriverà al 100%) e l’utilizzo di sale iodato, quando apri un pacchetto di patatine Crik Crok non avrai nessun dubbio di aver fatto una scelta che soddisfa il gusto e il corpo.

17.02.21
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Jalapeño: sapore e storia in una chips

Un’azienda storica, riconoscibile e amata come Crik Crok ha un doppio impegno verso i propri consumatori: mantenere intatta quell’anima consolidata negli anni e non smettere mai di rinnovarsi e offrire dei prodotti nuovi.    Noi di Crik Crok abbiamo ben in mente questa missione, e vogliamo che tu sia sempre sicuro di poter trovare il tuo gusto “storico” preferito, ma anche fartene conoscere di nuovi, creare sapori inediti e squisiti. È proprio da questo obiettivo che, nella grande opera di restyling che ha coinvolto il nostro logo e i pack delle chips, abbiamo deciso di inserire dei nuovi gusti. Ecco quindi come lo jalapeño, una tipologia di peperoncino che oltre a essere tra i più amati, ha anche una grande storia alle spalle. La storia antichissima dello jalapeño Tra le enormi meraviglie che i coloni europei si trovarono davanti al loro arrivo nelle Americhe c’erano anche una serie di frutti, piante e ortaggi che non avevano mai visto. Quando, nel 1517, gli spagnoli arrivarono in Messico, furono immediatamente colpiti da una pianta dai frutti peculiari che venivano utilizzati nelle più svariate forme e in tantissime pietanze. Si trattava dello jalapeño. Talmente tante erano le funzioni dello jalapeño, che anche il suo nome ha assunto diverse forme a seconda del particolare utilizzo. Il nome jalapeño è il più famoso e utilizzato, e si riferisce alla zona dove la tradizione vuole che si sia iniziato a coltivarlo. È la città di Jalapa, capitale dello stato di Veracruz. In alcune regioni sudamericane, invece, è maggiormente conosciuto con il nome di “chile gordo” (peperoncino grasso). Il nome è dovuto al suo spessore, e quindi alla predisposizione a farcirlo. Che lo jalapeño sia un alimento particolarmente legato alla cultura locale messicana, lo si può facilmente intendere da un altro suo appellativo, “Cuaresmeño”. Come è facile comprendere anche in italiano, si riferisce alla tradizione di mangiarlo farcito di pesce, verdure, uova o formaggio nel periodo della Quaresima. Le caratteristiche e le peculiarità dello jalapeño Se lo jalapeño è così amato in tutto il mondo, lo si deve al suo sapore deciso ma non eccessivamente piccante. Questa caratteristica lo rende appetibile anche a chi non è appassionato di piccante, che riesce comunque a godersi il suo gusto intenso. Il frutto di jalapeño, tra l’altro, può essere gustato in diverse fasi della sua maturazione: da quando è ancora verde e meno piccante fino al periodo della piena maturazione (che avviene ad agosto), quando è rosso e di una piccantezza più accentuata. Una pietanza tradizionale del centro e Sud America, il Chipotle, si ottiene invece con lo jalapeño colto nel massimo della sua maturazione, quando il suo colore è tra il rosso e il marrone. Viene fatto poi affumicare per circa sei giorni. Il gusto jalapeño nella nostra linea Plus Con le nostre chips al sapore di jalapeño, che troverai nella linea Plus, abbiamo voluto soddisfare tutti i palati. A un primo assaggio, infatti, la piccantezza decisa dello jalapeño viene subito smorzata dalle note dolci della paprika, che permettono l’ascesa graduale del gusto intenso dello jalapeño. Questo processo rende il sapore generale della chips armonico e bilanciato. È adatto a qualsiasi tipo di consumazione: dallo snack, all’aperitivo o una serata davanti alla tv. Le chips Crik Crok al gusto jalapeño saranno sempre la scelta giusta.

11.02.21
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