Blog

Pop corn: storia e curiosità

Anche nella gastronomia esistono i miti. Se sei d’accordo con quest’affermazione, converrai con noi che i Pop corn sono un assoluto mito, quando si parla di snack. Sono entrati perfettamente nell’immaginario pop, appunto, ma hanno una storia antichissima e quasi misteriosa, perché si perde nella notte dei tempi e in antichissime civiltà. I pop corn fanno ovviamente parte della famiglia di Crik Crok, che li propone sia in versione sacchetto che tubo, per tutte le esigenze. In questo articolo vogliamo parlarti della storia di questo snack leggero e speciale, e di come sia diventato il “pasto” per eccellenza quando si va al cinema. Le origini dei pop corn È proprio vero che studiare la gastronomia aiuta a conoscere il mondo. Già nei nostri approfondimenti dedicati al Pepe Rosa, alle Tortillas e allo Jalapeño abbiamo compiuto un incredibile viaggio nel Centro-Sud America, realizzando quanto ricca sia la storia gastronomica di quell’area. Per parlare di pop è necessario rimanere in Centro America, e nello specifico in Messico. Il mais (da cui, come sai, provengono i pop corn) era coltivato nella zona sud occidentale del Messico già a partire da 10mila anni fa, circa. Sono stati ritrovati resti di chicchi di mais soffiato nelle civiltà precolombiane. Già all’epoca il mais aveva delle caratteristiche vincenti: è facile da coltivare e da cucinare, ed è nutriente. Durante le varie spedizioni, gli europei si innamorarono di questa pianta, che importarono nel Vecchio continente, e che da allora è entrato pienamente nelle varie gastronomie locali. Da cibo povero a icona pop Perché i pop corn diventassero una vera e propria icona culinaria, però, sono dovuti passare secoli. Se la sua origine antica è da ricercare in Messico, quella più moderna e popolare arriva, ovviamente, dagli Stati Uniti. La vera grande svolta è stata portata dal progresso tecnologico, che ha permesso la progettazione di macchine e macchinari che potessero produrre pop corn in grandi quantità. Nel 1875, Frederick J. Myers, che viveva in Kentucky, Stato nel quale la coltivazione del mais rappresenta una risorsa fondamentale per l’economia, inventò la prima macchina per far scoppiare il mais e produrre così pop corn. Dieci anni dopo Charles Cretors perfezionò questa invenzione, creando una macchina che poteva essere trasportata per strada, trasferendosi da una fiera all’altra. I pop corn erano già diventati uno snack universalmente apprezzato, soprattutto perché sfizioso ed economico. Grazie a queste due ultime caratteristiche e alla Grande Depressione del 1929, i pop corn hanno fatto il loro definitivo “salto di qualità”. Il cinema era all’epoca uno “svago” molto economico ed accessibile a grosse fette di popolazione, seppur le condizioni economiche generali fossero tutt’altro che rosee. Fuori dai cinema, cominciarono ad accumularsi i già citati carretti, che vendevano i pop corn per pochi centesimi. I proprietari delle sale cinematografiche capirono che si trattava di un’attività sulla quale investire, e iniziarono a costruire internamente spazi dove vendere pop corn sempre caldi, salati e insaporiti da un po’ di burro. A questo punto il percorso era completato: i pop corn sono diventati lo snack “obbligatorio” per ogni appassionato di cinema. Per la loro semplicità di preparazione, poi, il connubio film + pop corn poteva essere anche replicato a casa. I pop corn di Crik Crok Che tu sia un appassionato di cinema o no, che ti piaccia sgranocchiare davanti alla tv o al grande schermo, di una cosa siamo certi: ami i pop corn. I pop corn di Crik Crok sono senza glutine, scoppiati in aria calda e delicatamente salati : sono semplicemente lo snack perfetto in qualsiasi circostanza!  Che sia un aperitivo, uno spuntino o una fantastica serata divano e tv, prendi dei pop corn Crik Crok e la serata andrà alla grande!

31.08.21
leggi tutto

Guacamole: la salsa perfetta per le Tortillas

Ci sono alcune pietanze che sembrano nate per stare insieme, non si può nominare una senza pensare all’altra. Ti abbiamo parlato di un nuovo arrivo nella famiglia Crik Crok: Los Amigos, le Tortillas chips Chilli e Salted. E quindi, qual è l’ingrediente che non può mancare insieme alle nostre amate Tortillas? Esatto, la salsa Guacamole! Il guacamole è una delle salse più famose al mondo, ha come ingrediente principale l’avocado, e con le Tortillas condivide la provenienza. Nel prosieguo dell’articolo vogliamo parlarti dell’origine di questa salsa apprezzata in tutto il mondo, e darti qualche consiglio su come prepararla in casa! Le origini del Guacamole Guacamole e tortillas hanno delle origini comuni. Entrambe le pietanze provengono infatti dal Messico, il paese del Centro America celeberrimo per la sua cucina piccante. Lo stesso termine guacamole proviene ovviamente dallo spagnolo messicano, con una derivazione dalla lingua nāhuatl, parlata dagli aztechi.  La salsa veniva chiamata AhuacaMolli, termine composto dalla parola Ahuacatl, che significa avocado, e Molli, cioè salsa. Salsa di avocado, ecco il significato letterale del termine guacamole. Il termine si riferisce alla preparazione antica, della quale si hanno tracce a partire al XVI secolo, e che è persino più semplice di quella attuale. La ricetta originale Salsa di avocado, dicevamo, dice molto di quello che era in origine il guacamole. Per preparare l’AhuacaMolli, infatti, gli atzechi non facevano altro che schiacciare la polpa di avocado, alla quale aggiungevano sale e succo di lime, nient’altro.  Il lime, oltre a donare alla salsa il caratteristico sapore, permette all’avocado schiacciato di non ossidarsi e mantenere il suo tipico colore verde brillante. Ogni piatto della tradizione che si rispetti possiede uno specifico “strumento” di preparazione. Nel caso del guacamole è il molcajete, un mortaio le cui origini risalgono alle civiltà precolombiane mesoamericane, come appunto gli aztechi o i maya. Il molcajete si ricava tradizionalmente da un singolo blocco di basalto, ed è provvisto di tre piedi.  La preparazione “moderna” Con il passare degli anni, quella che era una salsa “povera” di ingredienti è diventata sempre più ricca di gusto, pur mantenendo la sua vocazione alla semplicità. Avocado, spremuta di lime e sale compongono ancora la base del guacamole, ma l’aggiunta dello jalapeño (il tipico peperoncino messicano al quale abbiamo dedicato un approfondimento che puoi leggere qui), di pepe nero, di pezzetti di pomodoro e, se piace, di cipolla, rendono il guacamole una delle salse più appetitose in assoluto.  Los Amigos e Guacamole, un connubio perfetto Che tua abbia la passione per le tortillas salted o chilli, quando acquisti un sacchetto di Los Amigos, per uno snack o un aperitivo con dei tuoi amici, prepara anche la salsa guacamole! La preparazione è breve, gli ingredienti sono economici e il gusto è garantito. Se vuoi organizzare un aperitivo perfetto, con Los Amigos e guacamole farai centro!

18.08.21
leggi tutto

Tortillas, i segreti di una storia millenaria

Alcuni piatti hanno un valore che va al di là della bontà in tavola. Rappresentano l’identità dei posti dove sono stati “inventati”, racchiudono secoli di tradizione e di cambiamenti. Le Tortillas messicane appartengono di certo a questa categoria. Si tratta di una pietanza che, nella sua semplicità, racchiude addirittura millenni di storia del grande paese del Centroamerica.  Con l’arrivo delle “Los Amigos”, le gustose chips che Crik Crok presenta in una linea di due gusti, abbiamo deciso di dedicare un approfondimento alla storia e alle curiosità di questo snack. Origine e storia Originariamente le Tortillas si chiamavano Tlaxcalli. Solo con l’arrivo degli spagnoli, guidati da Hernán Cortés, sono state rinominate con un termine di lingua spagnola. Arrivati in Centroamerica, i coloni avevano infatti notato il larghissimo utilizzo di queste pietanze piatte e tonde, e decisero di chiamarle “piccole torte”, tortillas, appunto. Non c’è però da fare confusione con le tortilla de patadas, che è invece una vera e propria frittata tipica della Spagna.  Le Tortillas hanno invece un aspetto molto simile alla piadina e in generale ad altre tipologie di pane presenti in tutto il mondo, soprattutto nei paesi arabi. Le prime tipologie di tortillas simili alla nostra piadina risalgono al Decimo Secolo a.C., ed erano prodotte da due tra le più famose civiltà del mondo antico: Maya e Aztechi.  Come avevamo già visto nel nostro approfondimento sulla storia della Paprika, capita che la nascita di piatti o spezie si perda nella notte dei tempi, e che per questo vengano inventate delle leggende. Infatti, secondo una leggenda Maya, le tortillas sarebbero state inventate da un contadino che doveva accontentare il proprio Re affamato che richiedeva del cibo.  Un piatto semplice e squisito Le tortillas sono un piatto dalla preparazione e dagli ingredienti semplici, con il mais che costituisce l’elemento principale. Il tipico impasto di mais con il quale si preparano è denominato masa. Il piatto è così importante per la tradizione messicana che non viene cotto in un posto qualsiasi, ma su una piastra apposita, chiama comal.  La tortilla si mangia proprio come il pane o una piadina, e cioè come accompagnamento al pasto principale, o come “contenitore” da riempire.  L’esempio più famoso è il burrito, che altro non è che una tortilla ripiena di carne (manzo, pollo o maiale) con verdure, un’immancabile salsa piccante, fagioli e, talvolta, del riso. Fajitas, enchiladas, tacos, flautas sono solo alcuni degli storici piatti messicani per i quali è fondamentale la Tortilla.  Le Tortillas Chips L’evoluzione è rappresentata dalle Tortillas chips, ovvero i classici triangolini di mais croccanti e sfiziosi che comunemente chiamiamo nachos. In realtà, quando si parla di nachos si parla di un piatto completo composto dalle tortillas chips ricoperte di formaggio fuso e verdure, su tutte il peperoncino, tagliate a pezzettini.  Le origini di queste chips, che gusterai quando mangerai le nostre Los Amigos, sono molto più recenti. Come spesso accade in cucina, e come fu anche per le chips, le tortillas chips nascono da un errore. Rebecca Webb Carranza aveva, insieme al marito, uno stabilimento di Tortillas a Los Angeles.  Ma non tutte le ciambelle nascono col buco: alcune Tortillas che uscivano dai macchinari non erano perfette. Rebecca Webb Carranza, allora, si ingegno per poter riutilizzare quelle che venivano automaticamente scartate dai macchinari perché non perfettamente tonde.  Carranza provò a friggere questi triangolini di mais, e cominciò a vendere i sacchetti per un centesimo di dollaro a confezione presso lo stabilimento El Zarape Tortilla Factory: il successo fu immediato.  Los Amigos Da sempre appassionati dell’esplorazione dei sapori, noi di Crik crok abbiamo deciso di aggiungere alla famiglia delle nostre chips le “Los Amigos”. Le Los Amigos sono a base di mais No OGM.  Le Salted sono semplicemente perfette per ogni occasione, pronte per essere abbinate con la salsa che preferisci. Il nome Los Amigos non è casuale, a noi di Crik Crok piacerebbe infatti che le gustassi in compagnia di un gruppo di amici o in compagnia di una buona bevanda. Invece le Chilli faranno felici gli amanti del piccante, che ritroveranno tutto il gusto deciso del peperoncino rosso, altro ingrediente immancabile della cucina messicana.  Ti manca solo di assaggiarle e farci sapere cosa ne pensi! 

04.08.21
leggi tutto

Pepe Rosa, il “falso pepe” dal gusto delicato

Il pepe rosa è un ingrediente che, soprattutto negli ultimi anni, ha riscontrato un grande successo. Siamo sicuri che ne avrai sentito parlare, probabilmente l’hai anche assaggiato, sulla carne o proprio nelle chips. Come abbiamo imparato nel corso  dei vari articoli di questo blog, però, molto spesso anche gli ingredienti, le spezie o le salse più comuni nascondono una storia inaspettata. Sapevi, per esempio, che in origine il ketchup non aveva il pomodoro e che non è stato inventato negli USA? In questo articolo vogliamo rivelarti alcune curiosità legate a questo pepe. Curiosità e origini Partiamo dall’inizio, come si suol dire: il pepe rosa, in realtà, non è un pepe. Differentemente dal pepe nero, del pepe bianco e del pepe verde che derivano dalla pianta Piper nigrum, è il frutto dello Schinus molle. Lo Schinus molle è un albero sempreverde, e le sue bacche sono così simili a quelle di pepe che è chiamato anche Falso pepe. Anche il gusto è differente, il pepe rosa ha un sapore più delicato, con una preponderanza di note dolci. Lo Schinus molle è una pianta originaria del Sudamerica, in particolare di Bolivia, Cile e Perù. Oggi la pianta è diffusamente coltivata soprattutto tra Brasile, Uruguay e Paraguay. C’è un legame molto stretto tra lo Schinus molle e la sua terra di provenienza. Proprietà e utilizzi Le bacche dalle quali viene ricavato il pepe rosa nei secoli passati sono state utilizzate per assolvere alle più disparate funzioni. Non solo in cucina, nella medicina tradizionale erano utilizzate anche come rimedio per i dolori mestruali, reumatici e ai denti. Il sapore dolce e delicato, rende le bacche ideali anche per impreziosire alcune bevande, soprattutto alcoliche. In Cile vengono utilizzate per aromatizzare il vino, in Messico per la produzione del pulque, una bevanda millenaria considerata, insieme alla tequila, parte integrante della cultura locale. Sulle tipiche grigliate di carne del Sudamerica, poi, non manca mai una spolverata di pepe rosa sulla carne. Le nostre chips Lime e Pepe Rosa Nella sperimentazione continua che contraddistingue il nostro lavoro, siamo alla costante ricerca di sapori freschi, che sappiano intercettare i gusti e le richieste dei consumatori. È rispondendo a questi requisiti che abbiamo avviato la produzione delle chips Lime e Pepe Rosa, diventate ormai un must di ogni aperitivo.Si tratta di un mix insolito ed estremamente stuzzicante, fresco e appetitoso, con la nota esotica del pepe rosa che è semplicemente irresistibile insieme alla vivacità del lime. Le chips Lime e Pepe Rosa sono gluten free, come ormai tutta la produzione Crik Crok.

08.07.21
leggi tutto

Aceto balsamico: storia e curiosità

Mangiare le chips Crik Crok significa anche compiere un autentico viaggio di sapori. Ci sono aromi, spezie o prodotti, che hanno una storia antica e inaspettata. Abbiamo parlato del ketchup, per esempio, le cui radici affondano in Cina, e il pomodoro inizialmente non era un ingrediente della salsa. E che dire della salsa BBQ, che deve il suo nome a un’antica tecnica di cottura usata dai nativi americani? Anche l’ingrediente più comune può avere delle origini che si perdono nella notte dei tempi. È proprio il caso dell’aceto balsamico, di cui vi vogliamo parlare in questo articolo.  Aceto, una storia antichissima L’aceto balsamico, come è facilmente comprensibile, è un’evoluzione del classico aceto. Sono stati ritrovati documenti storici che attestano che la produzione di aceto era già una pratica consolidata nel III millennio a.C., tra Egitto, Palestina e Mesopotamia. A quei tempi veniva fatto un triplice uso dell’aceto. Era usato come condimento, certo, ma anche come medicinale e, soprattutto, per conservare i cibi. Probabilmente avrai già intuito chi ha portato l’aceto nella penisola italiana. I Romani, nei loro scambi commerciali con la Magna Grecia, in seguito conquistata, scoprirono l’aceto, e lo importarono in grandissime quantità.  Come nasce l’Aceto Balsamico Stabilire un’origine certa per l’aceto balsamico è un’operazione praticamente impossibile. Come per tantissimi altri prodotti, esistono tante ricette, talvolta molto diverse tra loro. Solo in un passato recentissimo è avvenuto un processo di standardizzazione della produzione. Virgilio, nel suo poema Le Georgiche, risalente al I secolo a.C., scrive di una contadina che nell’area Emiliana “cuoce il mosto, il dolce succo, sul fuoco togliendo attentamente con una frasca la schiuma dal liquido ribollente sul paiolo”. In questa descrizione possiamo ritrovare un antenato dell’aceto balsamico, ma certamente il sapore di quel preparato era molto diverso da quello che conosciamo e apprezziamo adesso. Con un deciso balzo in avanti, un’altra testimonianza dell’esistenza dell’Aceto balsamico in terra Emiliana arriva dall’età Medievale. Ce la dà il monaco Donizone, che racconta di come l’aceto prodotto a Canossa fosse diventato così famoso, che Enrico II, in seguito soprannominato “il Santo”, Re d’Italia e Imperatore del Sacro Romano Impero, mandò un messaggero a recuperare “quell'aceto che gli era stato lodato e che si faceva nella rocca di Canossa”.  La svolta Rinascimentale A partire dal Rinascimento, la raffinatezza nell’arte e nell’architettura si rifletté anche nella tavola. La gastronomia diventò anch’essa un elemento fondamentale per l’aristocrazia, che manifestava la propria opulenza anche con la ricercatezza nei banchetti. Si iniziarono a sperimentare accostamenti diversi, sapori inediti, e l’agrodolce entrò in pianta stabile nell’alimentazione. Già all’epoca il Modenese e il Reggiano furono dei punti di riferimento nella produzione dell’aceto, al quale venivano ancora attribuite proprietà medicamentose. È più tardi, nel 1747, che in un registro di una cantina ducale appare finalmente il termine balsamico. Il boom dell’aceto balsamico in tutta Italia avvenne però con l’Unità d’Italia. Fino al 1861, infatti, il balsamico era una prerogativa quasi esclusivamente Emiliana.  Crik Crok e l’aceto balsamico di Modena Il 1967 è un anno fondamentale. Nasce la Consorteria dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena, e per la prima volta viene definita ufficialmente una metodologia di produzione. Ci sono una serie di parametri qualitativi che devono essere rispettati, senza però cancellare una delle peculiarità più importanti dell’aceto balsamico: ogni produttore può caratterizzarlo. A fronte di una serie di procedimenti comuni, ogni aceto balsamico ha un proprio tocco, una sfumatura sua, introvabile altrove.  Noi di Crik Crok abbiamo deciso di arricchire le nostre chips Stile Fatte a Mano con il sapore unico dell’Aceto Balsamico di Modena IGP. Il sapore dell’aceto viene smorzato dalle note dolci tipiche del balsamico di Modena, il tutto arricchito di gusto da queste chips ancora più croccanti e dall’effetto “vetroso”. L’aroma delle chips Stile Fatte a mano è 100% naturale, approvato dal Consorzio di Modena, tanto che sul pack troverai l’indicazione IGP. Le chips Stile fatte a mano, infine, sono gluten free e fonte di iodio, perché la salatura avviene con sale iodato, come consigliato dal Ministero della salute e dall’Istituto Superiore di Sanità.  Delle chips ancora più croccanti con l’aroma unico dell’aceto balsamico di Modena IGP, non serve aggiungere altro se non un invito: corri ad assaggiarle!

23.06.21
leggi tutto