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Pepe Rosa, il “falso pepe” dal gusto delicato

Il pepe rosa è un ingrediente che, soprattutto negli ultimi anni, ha riscontrato un grande successo. Siamo sicuri che ne avrai sentito parlare, probabilmente l’hai anche assaggiato, sulla carne o proprio nelle chips. Come abbiamo imparato nel corso  dei vari articoli di questo blog, però, molto spesso anche gli ingredienti, le spezie o le salse più comuni nascondono una storia inaspettata. Sapevi, per esempio, che in origine il ketchup non aveva il pomodoro e che non è stato inventato negli USA? In questo articolo vogliamo rivelarti alcune curiosità legate a questo pepe. Curiosità e origini Partiamo dall’inizio, come si suol dire: il pepe rosa, in realtà, non è un pepe. Differentemente dal pepe nero, del pepe bianco e del pepe verde che derivano dalla pianta Piper nigrum, è il frutto dello Schinus molle. Lo Schinus molle è un albero sempreverde, e le sue bacche sono così simili a quelle di pepe che è chiamato anche Falso pepe. Anche il gusto è differente, il pepe rosa ha un sapore più delicato, con una preponderanza di note dolci. Lo Schinus molle è una pianta originaria del Sudamerica, in particolare di Bolivia, Cile e Perù. Oggi la pianta è diffusamente coltivata soprattutto tra Brasile, Uruguay e Paraguay. C’è un legame molto stretto tra lo Schinus molle e la sua terra di provenienza. Proprietà e utilizzi Le bacche dalle quali viene ricavato il pepe rosa nei secoli passati sono state utilizzate per assolvere alle più disparate funzioni. Non solo in cucina, nella medicina tradizionale erano utilizzate anche come rimedio per i dolori mestruali, reumatici e ai denti. Il sapore dolce e delicato, rende le bacche ideali anche per impreziosire alcune bevande, soprattutto alcoliche. In Cile vengono utilizzate per aromatizzare il vino, in Messico per la produzione del pulque, una bevanda millenaria considerata, insieme alla tequila, parte integrante della cultura locale. Sulle tipiche grigliate di carne del Sudamerica, poi, non manca mai una spolverata di pepe rosa sulla carne. Le nostre chips Lime e Pepe Rosa Nella sperimentazione continua che contraddistingue il nostro lavoro, siamo alla costante ricerca di sapori freschi, che sappiano intercettare i gusti e le richieste dei consumatori. È rispondendo a questi requisiti che abbiamo avviato la produzione delle chips Lime e Pepe Rosa, diventate ormai un must di ogni aperitivo.Si tratta di un mix insolito ed estremamente stuzzicante, fresco e appetitoso, con la nota esotica del pepe rosa che è semplicemente irresistibile insieme alla vivacità del lime. Le chips Lime e Pepe Rosa sono gluten free, come ormai tutta la produzione Crik Crok.

08.07.21
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Aceto balsamico: storia e curiosità

Mangiare le chips Crik Crok significa anche compiere un autentico viaggio di sapori. Ci sono aromi, spezie o prodotti, che hanno una storia antica e inaspettata. Abbiamo parlato del ketchup, per esempio, le cui radici affondano in Cina, e il pomodoro inizialmente non era un ingrediente della salsa. E che dire della salsa BBQ, che deve il suo nome a un’antica tecnica di cottura usata dai nativi americani? Anche l’ingrediente più comune può avere delle origini che si perdono nella notte dei tempi. È proprio il caso dell’aceto balsamico, di cui vi vogliamo parlare in questo articolo.  Aceto, una storia antichissima L’aceto balsamico, come è facilmente comprensibile, è un’evoluzione del classico aceto. Sono stati ritrovati documenti storici che attestano che la produzione di aceto era già una pratica consolidata nel III millennio a.C., tra Egitto, Palestina e Mesopotamia. A quei tempi veniva fatto un triplice uso dell’aceto. Era usato come condimento, certo, ma anche come medicinale e, soprattutto, per conservare i cibi. Probabilmente avrai già intuito chi ha portato l’aceto nella penisola italiana. I Romani, nei loro scambi commerciali con la Magna Grecia, in seguito conquistata, scoprirono l’aceto, e lo importarono in grandissime quantità.  Come nasce l’Aceto Balsamico Stabilire un’origine certa per l’aceto balsamico è un’operazione praticamente impossibile. Come per tantissimi altri prodotti, esistono tante ricette, talvolta molto diverse tra loro. Solo in un passato recentissimo è avvenuto un processo di standardizzazione della produzione. Virgilio, nel suo poema Le Georgiche, risalente al I secolo a.C., scrive di una contadina che nell’area Emiliana “cuoce il mosto, il dolce succo, sul fuoco togliendo attentamente con una frasca la schiuma dal liquido ribollente sul paiolo”. In questa descrizione possiamo ritrovare un antenato dell’aceto balsamico, ma certamente il sapore di quel preparato era molto diverso da quello che conosciamo e apprezziamo adesso. Con un deciso balzo in avanti, un’altra testimonianza dell’esistenza dell’Aceto balsamico in terra Emiliana arriva dall’età Medievale. Ce la dà il monaco Donizone, che racconta di come l’aceto prodotto a Canossa fosse diventato così famoso, che Enrico II, in seguito soprannominato “il Santo”, Re d’Italia e Imperatore del Sacro Romano Impero, mandò un messaggero a recuperare “quell'aceto che gli era stato lodato e che si faceva nella rocca di Canossa”.  La svolta Rinascimentale A partire dal Rinascimento, la raffinatezza nell’arte e nell’architettura si rifletté anche nella tavola. La gastronomia diventò anch’essa un elemento fondamentale per l’aristocrazia, che manifestava la propria opulenza anche con la ricercatezza nei banchetti. Si iniziarono a sperimentare accostamenti diversi, sapori inediti, e l’agrodolce entrò in pianta stabile nell’alimentazione. Già all’epoca il Modenese e il Reggiano furono dei punti di riferimento nella produzione dell’aceto, al quale venivano ancora attribuite proprietà medicamentose. È più tardi, nel 1747, che in un registro di una cantina ducale appare finalmente il termine balsamico. Il boom dell’aceto balsamico in tutta Italia avvenne però con l’Unità d’Italia. Fino al 1861, infatti, il balsamico era una prerogativa quasi esclusivamente Emiliana.  Crik Crok e l’aceto balsamico di Modena Il 1967 è un anno fondamentale. Nasce la Consorteria dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena, e per la prima volta viene definita ufficialmente una metodologia di produzione. Ci sono una serie di parametri qualitativi che devono essere rispettati, senza però cancellare una delle peculiarità più importanti dell’aceto balsamico: ogni produttore può caratterizzarlo. A fronte di una serie di procedimenti comuni, ogni aceto balsamico ha un proprio tocco, una sfumatura sua, introvabile altrove.  Noi di Crik Crok abbiamo deciso di arricchire le nostre chips Stile Fatte a Mano con il sapore unico dell’Aceto Balsamico di Modena IGP. Il sapore dell’aceto viene smorzato dalle note dolci tipiche del balsamico di Modena, il tutto arricchito di gusto da queste chips ancora più croccanti e dall’effetto “vetroso”. L’aroma delle chips Stile Fatte a mano è 100% naturale, approvato dal Consorzio di Modena, tanto che sul pack troverai l’indicazione IGP. Le chips Stile fatte a mano, infine, sono gluten free e fonte di iodio, perché la salatura avviene con sale iodato, come consigliato dal Ministero della salute e dall’Istituto Superiore di Sanità.  Delle chips ancora più croccanti con l’aroma unico dell’aceto balsamico di Modena IGP, non serve aggiungere altro se non un invito: corri ad assaggiarle!

23.06.21
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L’origine delle chips: storia e curiosità

Capita spesso che la nascita delle più grandi invenzioni sia avvolta da misteri o da buffi aneddoti.  Si può dire altrettanto dell’origine delle chips, sulla quale, a oltre un secolo di distanza, non c’è ancora una versione univoca. Esiste però una storia che negli anni è stata convenzionalmente accettata come “vera”, o quantomeno riconosciuta come la più “verosimile”. È proprio di questa storia che vogliamo parlarti.  Il presunto inventore delle chips: George Crum Secondo questo aneddoto, l’inventore delle chips per come le conosciamo ora, fine e croccanti, ha un nome preciso: George Crum. Una prima curiosità, allora, è legata proprio al nome di questo mitico cuoco. Il suo vero nome era George Speck, ma il commodoro Cornelius Vanderbilt, cliente abituale del ristorante, lo chiamò per errore Crum.  A Speck questo nomignolo piacque, e cominciò a farsi chiamare così da tutti. Anche sulle origini di Crum ci sono dei dubbi. A causa della superficialità dei censimenti statunitensi all’epoca (inizio Ottocento) sulle categorie sociali più povere o emarginate, i genitori di Crum sono stati censiti talvolta come afroamericani, talvolta come nativi americani.  L’origine delle chips: un fortunato errore? Crum lavorò in due ristoranti, entrambi nello stato di New York: il Cary Moon’s Lake House, sul lago di Saratoga, e al Crum’s, suo ristorante di proprietà aperto successivamente. La storia vuole che l’origine delle chips risalga a quando Crums era impegnato nelle cucine del Cary Moon’s Lake House. Secondo l’aneddoto più tramandato, Crum avrebbe preparato delle classiche patatine fritte, spesse e irregolari. Un cliente particolarmente esigente (diverse fonti riportano proprio quel commodoro Vanderbilt, che storpiò il nome in Crum) le avrebbe però rimandate indietro perché troppo pesanti.  Per accontentare il cliente, allora, Crum tagliò le patate più finemente possibile, sancendo di fatto l’origine delle chips per come le conosciamo oggi, e incontrando un immediato successo. Questa però non è l’unica leggenda che lega Crum all’origine delle chips. Crum lavorava con la sorella, Catherine Wicks. Proprio a Catherine, una volta, sarebbe caduto per errore un pezzo di patata tagliata troppo fine nella padella. Accortasi dello sbaglio, Catherine avrebbe riposto la chips sul tavolo, come “scarto”. Crum, che passava di lì, avrebbe assaggiato la chips e, trovandola squisita, avrebbe esclamato: “di queste ne mangeremo molte!”.  Da Crum a Crik Crok, un viaggio di successo Volendo applicare uno sguardo più rigoroso, è bene rilevare come in diversi ricettari, versioni di chips piuttosto simili a quelle che noi conosciamo erano presenti precedentemente alla presunta invenzione di Crum o di sua sorella. Quello che però è certo è che i due, responsabili o meno dell’origine delle chips, abbiano contribuito in modo decisivo alla loro diffusione. Furono probabilmente i primi a servirle in coni di carta, e a fare delle chips un alimento anche “da passeggio”.  Da Crum’s, il ristorante aperto da George a Malta, un comune sempre nella contea di Saratoga, nello stato di New York, ogni cliente veniva accolto con un cestino di chips, diventate vera e propria attrazione locale.   Dalla loro presunta creazione, le chips hanno affrontato tantissimi cambiamenti. Basta dare uno sguardo ai prodotti Crik Crok per rendersi conto di quanto quell’errore (se davvero fu tale), sia stato fortunato. Aromatizzazione, diversi spessori e forme hanno fatto delle chips lo snack più amato in tutto il mondo. Uno snack a cui, quando giunge l’appetito, è difficile resistere, in qualsiasi momento della giornata.  Dallo spuntino all’aperitivo passando per il contorno per i pasti: noi di Crik Crok sappiamo di accompagnarti in tante occasioni. Ci sentiamo grati per questo, e, forse, dobbiamo ringraziare un po’ anche George Crum. 

09.06.21
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Come nascono le patatine Crik Crok

Quanti pacchetti di patatine abbiamo mangiato nella nostra vita? Si tratta di un gesto comune, che, probabilmente, abbiamo ripetuto talmente tante volte senza mai porci una domanda: come vengono fatte le patatine? In questo articolo vogliamo svelarti come nascono le patatine Crik Crok, quali sono i passaggi che portano dei tuberi di patate a diventare delle squisite chips dentro i sacchetti che tutti conosciamo.  Pulizia e lavaggio Innanzitutto ai tuberi di patate prelevati direttamente dal nostro magazzino delle materie prime viene eseguita una pulizia preliminare a secco. Questo processo serve per rimuovere sassi più o meno piccoli e in generale tutti quei corpi estranei che potrebbero essere presenti nelle patate. Dopo questo passaggio preliminare, si passa a un lavaggio con ciclone ad acqua il cui scopo è togliere degli ulteriori residui, qualora ve ne rimanessero.  Pelatura e Affettatura Se hai mai provato a prepararti delle patatine fritte anche a casa, saprai benissimo che un passaggio fondamentale è quello della pelatura. Nei nostri stabilimenti effettuiamo una pelatura per abrasione, con un flusso d’acqua che irrora continuamente le patate per mantenerle costantemente pulite. Arriva poi il momento dell’affettatura. Durante le operazioni di affettatura, riduciamo le patate in fettine di diverso spessore e grandezza. È questo il momento in cui nascono le patatine Crik Crok nelle diverse forme di chips che conosci: ondulate, stick, classiche ecc. Al termine di questo processo, poi, effettuiamo un secondo lavaggio, che toglie l’amido superficiale generato al momento dell’affettatura.  Frittura, salatura e aromatizzazione Tutti i passaggi che abbiamo già descritto sono propedeutici al momento più importante, quello che determina davvero la nascita di una buona chips: la frittura. Come ti abbiamo già raccontato in questo articolo, usiamo l’olio di girasole alto oleico che, oltre a essere più leggero, possiede un punto fumo più elevato, il che significa che non produce sostanze nocive anche se cotto a temperature molto alte. Appena uscite dalla friggitrice, le patate vengono ricoperte in modo uniforme con del sale a granulometria sottile. Questo è anche il momento di un ulteriore controllo. Ci sono sempre, infatti, alcune patatine “difettose”, che non si sono cotte come vorremmo e che quindi procediamo a scartare. In questo momento la patatina è praticamente pronta, manca solamente l’aromatizzazione. Dopo la frittura e la salatura, infatti, viene conferito alle chips i diversi aromi, a seconda del prodotto che “diventeranno”: paprika, ketchup, BBQ, ecc.  Confezionamento  Una volta aromatizzate, le chips sono a tutti gli effetti pronte. Prima di fare il loro “salto” nei sacchetti, però, compiono un ulteriore passaggio di sicurezza. Vengono infatti passate sotto un metal detector, che garantisce che non vi siano sostanze improprie. Superato anche questo test di sicurezza, è arrivato il momento di terminare il processo: le chips vengono confezionate nei vari pack, dalle fatte a mano alle plus passando per le classiche.   Ora i sacchetti sono pronti per raggiungere il magazzino dove, attraverso un processo meccanizzato, verranno disposte sue dei pallet, pronte a iniziare il loro viaggio che termina…nella tua bocca! Ora che hai scoperto come nascono le patatine Crik Crok e sai quanto lavoro e quanta attenzione servono per ottenere il prodotto che conosci, abbiamo un solo, ultimo consiglio: goditele!

26.05.21
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La salsa BBQ, una storia tutta da scoprire

Immagina di dover fare una grigliata. Quale salsa non potrebbe mai mancare? Proprio così, la salsa barbecue, o BBQ. Come dice il nome stesso, nasce per accompagnare la carne grigliata, ma con gli anni e la sperimentazione è diventata un condimento sempre più gradito insieme a molte altre pietanze. Una su tutte? Le patatine, ovviamente! Noi di Crik Crok amiamo prendere i sapori più amati di tutto il mondo e renderli unici, insieme alle nostre chips. Lo abbiamo fatto con lo Jalapeño, con il ketchup e la paprika, e ovviamente anche con la salsa BBQ. Oltre a essere molto buona, ha un’interessante storia che vogliamo raccontarti. Da dove nasce il nome Barbecue? Partiamo dal nome. L’origine del termine barbecue è antichissimo. Quando i coloni europei arrivarono in America, appresero dagli indigeni una particolare tecnica di cottura della carne chiamata barbacoa. Il barbacoa, però, è un processo molto diverso dal barbecue che conosciamo: si tratta di una cottura a vapore in un forno sotterraneo, che rendere la carne tenerissima. Al di là del nome, dunque, barbacoa e barbecue hanno poco in comune. L’origine della salsa BBQ Ma allora quando e dove nasce la salsa BBQ? Sul quando, come spesso accade in questi casi, non c’è una data precisa. La gastronomia è un ambito in cui la stratificazione gioca un ruolo fondamentale. Come abbiamo visto negli approfondimenti sulle altre salse, l’idea iniziale da cui nasce il prodotto è molto diversa da quella che ne abbiamo adesso. Quello che sappiamo per certo, però, è quando la prima ricetta di salsa BBQ è stata messa per iscritto. Siamo nel 1867, e negli Stati Uniti viene pubblicato il libro di ricette "Mrs. Hill’s New Cook Book".  A scriverlo è Annabella P. Hill, una signora dello stato della Georgia, che, in linea con lo spirito del tempo, crea questo ricettario per le casalinghe americane. In questa ricetta la salsa BBQ viene descritta come usata soprattutto dagli schiavi durante le loro grigliate. Il libro fu pubblicato nel 1867, quando gli Stati Uniti si stavano ancora riprendendo proprio dalla Guerra di Secessione, che mise fine alla schiavitù negli stati del Sud.   Rispetto a quella che siamo abituati a mangiare oggi, la salsa BBQ degli inizi aveva molto più burro, e un elevato quantitativo di aceto. A fare la differenza su larga scala, così come fu per il ketchup, ci pensò la Heinz Company, che standardizza una ricetta nel 1926 e iniziò la produzione di massa. La salsa BBQ oggi e le chips Crik Crok Oggi, quando parliamo di salsa BBQ, ci  riferiamo a un sapore molto preciso. Eppure, per quanto ci possa sembrare strano, tuttora non esiste una sola salsa BBQ. Quella che ha maggiore diffusione e successo, è la Kansas City Barbecue Sauce, la stessa su cui si fonda l’aroma delle nostre chips.   Questa salsa ha nel ketchup il suo ingrediente principale, accompagnato da erbe aromatiche, aceto, pepe, zucchero, salsa Worcestershire, peperoncino, mostarda e tabasco. Se c’è un aggettivo che più di tutti definisce la salsa BBQ, secondo noi di Crik Crok è appetitoso.  Il sapore agrodolce rende questa salsa uno sfizio semplicemente irresistibile che abbiamo deciso di sposare con due tipologie di chips: le Plus BBQ e le Ondulate Extra spesse. A impreziosire ulteriormente le nostre chips si aggiunge il gusto affumicato, una sfumatura di sapore sulla quale i nostri aromatieri hanno lavorato molto, al fine di raggiungere un gusto intenso ma naturale e bilanciato.L’aroma utilizzato per entrambe le chips è senza glutine e 100% naturale; entrambe si sposano a meraviglia con qualsiasi “appetito” tu possa avere: dallo snack al volo all’aperitivo sfizioso fino al contorno per un pasto vero e proprio.

13.05.21
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